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Arte ai tempi del Coronavirus: Ho guardato questo momento con i miei occhi e li ho messi su tela per permettere a voi di vedere chi sono, anche dietro la maschera”


I musicisti cantano dal balcone, i pittori dipingono e condividono le loro opere sui social. L’arte non si ferma nemmeno di fronte all’emergenza pandemia mondiale.
Come è sempre stato nella storia dell’umanità, gli artisti non hanno mai interrotto il loro flusso creativo, anzi. Dai problemi, dalle guerre, dal pericolo e dalle paure hanno tratto ispirazione per nuova linfa vitale, elaborando i messaggi negativi per produrre arte.


Come mi ha raccontato il caro amico Giovanni B. Tresso, artista e comunicatore eclettico, che ha realizzato quest’opera così attuale e sconvolgente, accompagnandola con queste parole. Il tema? Quanto le mascherine, tristemente immancabili e fondamentali per tutti noi, abbiano cambiato la nostra gestualità, ma non celato i nostri sguardi.

Basta un attimo in questi giorni: guardi le immagini dei social e delle news e vedi tutta questa gente con le mascherine. Gente per strada, al lavoro, negli ospedali e puoi avere la sensazione che si sia perdendo l’unicità di ognuno di noi, il nostro essere noi stessi perché irriconoscibili.
Al supermercato è diverso: quasi tutti con il volto coperto ma ci si saluta e, ancora più bello, ci si riconosce.
Ci si riconosce grazie a uno sguardo, grazie ai nostri occhi che, più di ogni altra parte del nostro corpo, raccontano chi siamo.

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Sono un artista, un ritrattista e so cosa vuol dire che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Negli occhi si nasconde il 99% di un ritratto ben riuscito.
Puoi fare tutto perfettamente ma se sbagli gli occhi, sbagli lo sguardo, perdi la riconoscibilità di una persona.
Perdi la sua essenza.
Viceversa, puoi raffigurare solo gli occhi tralasciando il resto e riconosci il volto completo, metti a fuoco anche ciò che non c’è. E questa conferma l’ho avuta in questi giorni, riconoscendo le persone attraverso gli sguardi, gli stati d’animo anche da “dietro la maschera”.

Da tutto questo è nata l’idea del mio autoritratto con la maschera.
Io sono io anche se il mio volto è coperto. La mia essenza c’è ed è riconoscibile.
In questo momento storico, più che mai, in cui siamo costretti a nasconderci, non dobbiamo mai smettere di essere noi stessi, non dobbiamo mai cambiare quello che siamo, e dobbiamo anzi trovare la forza di superare ogni difficoltà.
La nostra forza sarà visibile, riconoscibile, anche “dietro la maschera”.

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Ho voluto creare qualcosa che testimoniasse il momento attuale per renderlo eterno solo come ogni forma d’arte sa fare. Il ritratto lo sa fare benissimo, la storia ce lo insegna. Verranno scritte canzoni sul tema, ci saranno milioni di foto che documenteranno ogni singolo istante di queste settimane o mesi. Io ho voluto dare il mio contributo, creando qualcosa che esprimesse il mio pensiero attraverso il mio volto, il mio stato d’animo, per fare in modo che chi non ha vissuto questi giorni li possa ricordare e chi non lo sta vivendo possa imparare.

Ho guardato questo momento con i miei occhi e li ho messi su tela per permettere a voi di vedere chi sono, anche dietro la maschera.

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