Prima serata tra donne, eleganza, stile e numeri: lo specchio del Paese

Con i numeri ci si fa quello che si vuole: il primo numero che salta all’occhio è il 52,2% di share per la serata di debutto di Sanremo, record dal 2005.

Edizione 2020. 70 anni di storia alle spalle. Anche quest’anno, rimane il festival con le sue polemiche.

Fari puntati su ogni aspetto che passa al vaglio del grande pubblico fino agli addetti ai lavori. E se le critiche hanno colpito Amadeus, frontman e padrone di casa anche prima dell’inizio del festival proprio sui temi che invece diventano centrali fin dalla prima serata, proprio su questi argomenti si giocano le performance più importanti: il femminismo e il tema della violenza sulle donne.

Se le critiche più aspre si riferiscono all’infelice battuta parafrasata in “una donna deve saper stare dietro alla grandezza del suo uomo”, le donne del Festival risultano da un punto di vista di performance più attraenti, e indipendenti. Amadeus si appiattisce sullo sfondo.

Le donne essenzialmente brillano di luce propria. Prima tra tutte il monologo della giornalista palestinese Rula Jebreal: leggio bianco e uno nero. Citazioni musicali da una parte e narrazione pura dall’altra, così vera da risultare disarmante. Alla fine alza in alto il mazzo di fiori quasi come un trofeo. Ecco che appunto, al “festival dei fiori”, questi assumono un diverso significato. Diletta Leotta non regge il confronto con il “peso della bellezza”. Naturale fare un confronto con il recente show dell’intervallo della partita del SuperBowl con le dirompenti Shakira e Jennifer Lopez: esplosive e scatenate. Una spettacolarità tutta americana che rispecchia “the american dream”, una spettacolarità che riempie e sconvolge. Sanremo, e la spettacolarità italiana, cerca la sua strada, più sinuosa, sartoriale con scenografie impeccabili e sognanti, morbide e sinuose, un’orchestra sicuramente impeccabile che riporta la musica al centro. Un festival che dalla prima serata è una via di mezzo tra musica e intrattenimento. Emozioni con Tiziano Ferro e sconvolgimento con Achille Lauro in versione francescana rivisitata da Gucci sulle note di “me ne frego”. Il più elegante ospite della serata Pierfrancesco Savino il peggio Al Bano, che pero’ rievoca nostalgia con le due Romine. La più rock Rita Pavone, la più glam Elodie. Il palco in piazza ricrea un festival satellite che non ha senso.Sanremo (e l’Italia) sono pronti per queste eccentriche performance? Solo se si è artisti a tutto tondo, ma si può tollerare il tentativo di slancio artistico, ma solo se rimanda alla cultura più profonda e che stimola la riflessione.

Nell’insieme, Sanremo è lo specchio della cultura italiana o viceversa. Sicuramente un tentativo di ristabilire regole nello stile italiano, non possiamo dire di esserci riusciti, ma la retta via si spera essere indicata. Con i numeri si fa quello che si vuole, con la musica no.

Foto: Repubblica

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