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Una mostra al Vitra Design Museum di Weil am Rhein mette in relazione oggetti di grandi designer e influenze surrealiste: ecco i loro oggetti del desiderio

Objects of Desire, in corso fino al 19 gennaio 2020 al Vitra Design Museum di Weil am Rhein, ha come protagonisti grandi oggetti di Gae Aulenti, Le Corbusier, Ray Eames, Frederick Kiesler, Shiro Kuramata, Carlo Mollino, Isamu Noguchi, Meret Oppenheim, Iris van Herpen. Tutti, fondamentalmente, legati al Surrealismo, corrente che influenzò design, moda e fotografia più di qualsiasi altra nell’ultimo secolo.

Il Surrealismo, infatti, si basa sulla contestualizzazione di oggetti di uso quotidiano in un mondo onirico dove questi da comuni diventano straordinari. È il caso del Telefono aragosta di Salvador Dalí (1936) o della Ruota di bicicletta del 1913 di Marcel Duchamp.
Il movimento – fondato a metà degli anni ’20 – conquistò presto scrittori, artisti e cineasti, influenzando persino le copertine di Harper’s Bazaar e Vogue nonché numerosi designer e architetti. Negli Anni Sessanta e Settanta artisti del calibro di Man Ray e Roberto Matta sfruttarono la possibilità di utilizzare nuovi materiali plastici per trasformare le proprie idee in sedie e poltrone.
La mostra, infine, si conclude con una parte dedicata al mondo dell’amore, dell’erotismo e della sessualità, temi focali per il Surrealismo e che hanno nel tempo conquistato anche l’architettura di interni, come nel caso del celeberrimo Mae West Lips Sofa (1938) di Salvator Dalì trasformato da Studio65 in Bocca (1970).
Ecco una galleria di opere che si possono ammirare in mostra.

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