tregua di natale 1914 vinicio mascarello blog natale asiago

Nel Natale 1914, oltre 100 anni fa, fu indetto un giorno di pausa al fronte. Ecco la storia

Si chiama tregua di Natale (tedescoWeihnachtsfriedenfranceseTrêve de Noël) e fu una serie di cessate il fuoco non autorizzati ufficialmente ma avvenuti nel Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale della prima guerra mondiale.

Un episodio, questo, tornato alla luce grazie ad un video – QUI
che circola sui social network da qualche giorno.

Nella settimana precedente il Natale, membri delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte presero a scambiarsi auguri e canzoni dalle rispettive trincee, e alcuni singoli individui attraversarono le linee per portare doni ai soldati schierati dall’altro lato.
La vigilia e il giorno stesso di Natale, un importante numero di soldati provenienti da unità tedesche e britanniche lasciarono spontaneamente le trincee per incontrarsi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir. Oltre a celebrare comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, i soldati intrattennero rapporti amichevoli tra di loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio.

La tregua non fu un evento organizzato, né diffuso: in diverse zone del fronte i combattimenti proseguirono per tutto il giorno di Natale, mentre in altri i due schieramenti negoziarono solo tregue momentanee per seppellire i caduti. Gli episodi furono giudicati negativamente dagli alti comandi e severamente proibiti: già l’anno successivo alcune unità organizzarono cessate il fuoco per il giorno di Natale, ma le tregue non raggiunsero il grado di intensità e di fraternizzazione di quelle del 1914. Nel Natale 1916, dopo le traumatiche esperienze delle sanguinose battaglie di Verdun e della Somme e la diffusione dell’impiego di armi chimiche, nessuna tregua venne organizzata.

Ricordare questo episodio amorevole nella tragedia della Grande Guerra, soprattutto per chi, come la gente delle mie parti, l’ha vissuta direttamente in tutta la sua drammaticità (vedi Altopiano di Asiago), è un atto doveroso nel ricordo delle vittime e dei sopravvissuti.

Follow & Share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.