British Museum magazine vinicio mascarello

Anche in forma digitale, il British Museum, tra i miei preferiti, riesce ad emozionare a distanza. Vi racconto come

Il British Museum è senza dubbio tra i miei musei preferiti. Momentaneamente chiuso per emergenza Covid-19, spicca anche perché è uno dei più attivi on line. Molti sono infatti i musei che negli ultimi mesi – in tutto il mondo – hanno saputo convertirsi al digitale, ottenendo visibilità a suon di like, condivisioni e click, tra social e sui siti ufficiali.
Molti musei, ad esempio, permettono agli utenti di visitarli scoprendone chicche e rarità direttamente da casa, attraverso il pc.

Ecco, il British Museum è esattamente così: se pre-Covid serenamente potevi entrare tutte le volte che volevi per ammirare qualcuna tra le sue meraviglie, gratuitamente tra l’altro, oggi la scoperta continua, grazie anche ad una serie di curiosità e contenuti che incentivano ad “entrare”, seppur virtualmente, nel museo stesso.

E per uno come me, che ci è entrato tante volte emozionandomi sempre e arrivandoci a piedi da Bloomsbury St. girato l’angolo sono solito proseguire lato cancellata, è una gioia per il cuore.

Ad esempio, il British Museum si può scoprire nella bella serie BBC alla scoperta dei musei digitali in quarantena (QUI) oppure si può visitare da casa in 11 modi da Google Street View a podcast, video interviste su YouTube e archivio digitale (QUI i dettagli) o esplorare le bellezze e la storia di Pompei come da mostra in corso e gustare (a distanza) il pane antico (erculeo, lo definiscono) creato per il British Museum dallo Chef Giorgio Locatelli in persona.

Meraviglia delle meraviglie.

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