mirko baricchi la lettura corriere della sera arte intervista vinicio mascarello

Un amico e un grande artista che mi ha raccontato la sua storia creativa e il suo punto di vista sul futuro dell’arte

Mirko Baricchi è un caro amico, tra i più interesanti artisti su scala internazionale della sua generazione.
Un diploma all’Istituto d’Arte Palazzo Spinelli di Firenze, indirizzo Grafica
Pubblicitaria, la passione per l’illustrazione e i primi passi in uno studio fiorentino. Poi un viaggio verso il Messico lo porta ad essere assunto nell’organico di una nota rivista d’arti grafiche come illustratore “e contemporaneamente visito in lungo e in largo musei, mostre e vengo a conoscere un Artista che praticamente mi fulmino’: Rufino Tamayo. Il ritorno in Italia e l’arrivo nella scuderia della galleria Cardelli&Fontana di Sarzana vicino a La Spezia!).

mirko baricchi la lettura corriere della sera arte intervista vinicio mascarello

Essere un Artista di successo? Non credo di poter definire la mia figura come quella di un pittore di successo, sicuramente noto, ma più nell’ambito degli operatori dell’Arte, chi si occupa di pittura in Italia mi conosce(dovrebbe!!!). Se sono arrivato a poter vedere ospitata una mia recente opera sulla cover del supplemento domenicale del Corriere della Sera “La Lettura” certamente significa che rivesto un ruolo nel mercato dell’arte contemporanea, il successo tout court e’ comunque altra cosa.

Cos’è l’Arte per te?

Arte significa a mio avviso molte cose, ma ora non mi addentrerò nei multiformi concetti analitico/filosofici/sociali che definiscono, mai abbastanza la dimensione dell’arte. Ma e’ evidente che Arte e’ realtà che si radica in più contesti, mette in collegamento ambiti concreti e sociali con mondi metafisici. Non vorrei quindi limitare la funzione dell’arte a quel produrre bellezza che tanto viene sbandierato come unica capacita dell’artista. Artista e’ colui che interagisce con la propria realtà e ne elabora i dati, la cronaca, con uno sguardo filtrante, non distaccato, anzi in maniera critica. Venendo alla mia personale esperienza di “recluso” per esempio, posso dire che in due mesi sono entrato in rapporto col paesaggio nel quale è immerso il mio studio(casa/ studio sulle colline Vicentine di Sovizzo), con una modalità completamente diversa, altra, e ne ho percepito i mutamenti, non solo stagionali, ma quelli che hanno avuto a che fare con una natura potente, praticamente e finalmente liberata dall’uomo. Dipingendo cosi’ una serie di lavori, molti, che sono a tutti gli effetti testimonianza dell’esperienza umana rispetto al virus, nel contesto selvatico, e ferino del paesaggio. Il prodotto del mio sguardo e del mio fare, ho già avuto conferma, viene percepito come un ciclo completamente diverso da quelli precedenti, proprio perché’ e’ una sorta di trasposizione fedele del momento pandemico, essendo anche io, come demiurgo, messo alla prova, fisicamente e emotivamente. Non fuga quindi ma anzi partecipazione e immedesimazione. Arte come strumento per fissare ciò che avviene. Non salvifico ma certamente capace di sublimare, quello certamente. Io sono sempre stato aiutato dalla mia necessita’ di dipingere (questo e’ il motivo vero per il quale si fa arte, per uscire dall’inferno, cit. Pessoa) e il risultato concretizzato in un’opera pittorica può davvero anche migliorare lo stato delle cose, tramite lo sguardo dell’altro.

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Quale futuro per arte e gallerie d’arte?

Non saprei. O meglio, posso immaginare, e essendo in contatto continuativo con le mie gallerie o comunque con certe strutture, poter tracciare alcune linee strategiche, tecniche, ma e’ davvero tutto in progress. Un divenire che dipenderà da singoli individui e da collettività. La galleria durante il lock, non tutte ma quelle diciamo più ”smart”e con artisti collaborativi, sono riuscite per esempio ad organizzare delle ViewingRoom, ovvero solo show in digitale da visitare sui loro siti. Ed ha funzionato, in una maniera inaspettata e sperata. Ora inizia con il susseguirsi delle varie fasi un momento di galleggiamento, nel quale sembra si possano fare cose come…prima ma in realtà i fatti e le strutture con i loro limiti suggeriscono che non e’ proprio cosi. Ripeto, in progress. Le Fiere che anche nell’arte giocano un ruolo cruciale vivranno rivoluzioni strutturali, dovranno rinascere come fenici, ma comunque forti, io sono fiducioso, ma collaborare e’ la parola cardine, senza non si farà nulla.

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