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Un mondo che cambia, tra tecnologia, ridefinizione, strategia e divertimento

Maratone multimediali per celebrare, a fine aprile, l’Earth Day, interviste live streaming, musei interattivi e chi più ne ha più ne metta.
La pandemia e il conseguente ritiro casalingo, anche solo con le attuali limitazioni alla vita sociale e al distanziamento tra persone, hanno imposto al mondo dell’intrattenimento e della cultura di fare un balzo generazionale di decenni. Forse non eravamo pronti, forse la tecnologia – come spesso accade – è anni avanti rispetto all’uomo, e forse in certi ambiti non basta.
Fatto sta che anche il mio mondo, quello degli eventi a 360°, è cambiato e, probabilmente, non tornerà presto quello di una volta.

Eventi celebrativi quali feste aziendali, cerimonie di nozze, party privati o simili, oggi sono da ri-pianificare nella loro stessa essenza. Perché non è più la possibilità di un piano B, ad esempio, nel caso di appuntamenti all’aperto con la possibilità del maltempo: qui si decide del futuro e della salute delle persone perché un evento o festival non può non tenere conto, nel futuro che verrà, del distanziamento sociale tra persone, partecipanti o staff che siano, e, di conseguenza, ripensare in toto la sua definizione.

Date saltate, appuntamenti rimandati a giorno da destinarsi, spettacoli rinviati: è un’ecatombe, se non si considera l’eccezionale opportunità, appunto, della tecnologia, che deve supportare questo grande settore con tutte le sue opzioni.
Il concertone del 1° maggio ce l’ha insegnato: tanti live in streaming con una regia e presentazione univoca. O il progetto di Emilia Romagna Creativa, con musicisti, attori e artisti vari che si esibiscono con appuntamenti precisi, online.

Dal lato mio, penso però che sul livello umano, il valore della connessione dal vivo, da persona a persona, rimarrà, ma questo nuovo scenario dovrà essere un’opportunità per ridefinire il come e il perché interagire. Un cambiamento di approccio che deve far pensare come raggiungere più persone da una parte (festival, concerti, spettacoli) e quali tipologie di esperienze fornire ai partecipanti di un evento diverso, virtuale e multimediale, per aziende o privati che sia.

I punti salienti per ridefinire il futuro degli eventi

Organizzazione: gli eventi di persona sono spesso più “a braccio”, mentre quelli virtuali devono prevedere un approccio di tipo cinematografico. Niente dovrà essere lasciato al caso.
Adattamento: un nuovo formato di eventi prevede una grande capacità di chi vi partecipa attivamente nell’adattarsi allo stesso. Chi lo organizza dovrà rivedere in toto il suo know how, allo stesso modo i fornitori e gli eventuali presentatori, ad esempio, adattandosi alla telecamera anziché all’interazione diretta.
Trasformazione: l’evento dovrà adattarsi alle normative, al distanziamento sociale e alle esigenze del suo pubblico, tra orari e preferenze di altro tipo, anche di device. Si può pensare anche di diluire un evento nell’arco di un tot di tempo: dinamiche di scaletta/palinsesto saranno plasmabili a seconda del cliente, delle necessità di comunicazione, della tecnologia e del pubblico. Perché partecipare ad un evento online non è come farlo live.
Addio barriere: eventi privati sì, ma con la possibilità che siano “aperti” nella loro essenza multimediale e virtuale, anche ad un pubblico più ampio: Questo concede, ad esempio, alle aziende di poter raggiungere un pubblico molto più grande, con i benefici del caso.
Qualità: è necessario lavorare bene sulla parte tecnologica. Errori tecnici non saranno concessi, pena l’uscita del pubblico.
Partecipazione: il pubblico dovrà essere coinvolto totalmente dalla comunicazione pre ad eventuali approfondimenti post, con materiale da inviare, gift e altre strategie per coinvolgere il pubblico nella mission dell’evento stesso e/o dell’azienda/ente che lo propone. Il pubblico, poi, dovrà essere coinvolto considerando che, dal vivo, può “staccare”, mentre online no: come pensare un evento, dunque? Ecco la sfida…
Tecnologia: strumenti innovativi, con la possibilità di utilizzo, da remoto o in loco – sempre per appuntamenti a numero chiuso e con distanziamento sociale e rispetto delle normative – di visori per la VR, per esempio, o altre tecnologie che permettano l’immersività totale.

Il futuro degli eventi è un preciso mix tra networking, partecipazione, coinvolgimento, immersività, digitalizzazione ed emozione, ovviamente.


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